Quando si usa il TD18: risposta breve
Il TD18 riguarda un acquisto intracomunitario di beni: il cedente è un soggetto passivo stabilito in un altro Paese UE, il cliente è residente o stabilito in Italia e l'operazione è imponibile in Italia con imposta assolta dal cessionario.
Prima di scegliere TD18 devono quindi risultare coerenti sia la natura dei beni sia il loro movimento tra due Stati membri. La sola sede estera del fornitore non basta.
- fornitore soggetto passivo stabilito in un altro Stato UE;
- acquisto di beni materiali, non di servizi;
- trasporto o spedizione dei beni verso l'Italia;
- fattura del fornitore senza IVA italiana, da integrare in Italia.
Esempio pratico di fattura TD18
Un'impresa italiana acquista un macchinario da un fornitore tedesco. Il bene viene spedito dalla Germania in Italia e il fornitore emette una fattura senza IVA tedesca. L'acquirente italiano integra l'imponibile con l'aliquota IVA italiana applicabile e prepara un documento TD18.
Lo stesso codice è previsto anche per gli acquisti intracomunitari con introduzione dei beni in un deposito IVA. Triangolazioni, call-off stock e altri regimi particolari richiedono invece una verifica professionale del caso concreto.
Come compilare il file XML TD18
La guida dell'Agenzia delle Entrate indica il fornitore estero nel blocco Cedente/Prestatore e il cliente italiano che effettua l'integrazione nel blocco Cessionario/Committente. L'imponibile deriva dalla fattura ricevuta; l'imposta è calcolata dal cliente oppure viene indicata la Natura quando l'operazione non è imponibile.
- TipoDocumento: TD18;
- Cedente/Prestatore: dati e Paese del fornitore UE;
- Cessionario/Committente: dati del soggetto italiano;
- Data: data di ricezione o una data compresa nel mese di ricezione;
- DatiFattureCollegate: estremi della fattura originaria e, se disponibile, IdSdI;
- Numero: è consigliata una numerazione progressiva dedicata.
Scadenza, SdI e registrazione
Per i dati delle operazioni passive intra-UE la trasmissione è in generale effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento del documento. Il TD18 è inviato tramite SdI e viene recapitato al soggetto emittente dell'integrazione.
Il documento integrativo è annotato sia nel registro delle fatture emesse sia in quello delle fatture ricevute. Data, registrazione e termine effettivo devono essere confermati per il caso concreto, specialmente in presenza di fatture tardive o irregolari.
Controlli prima della generazione
La verifica non si limita alla partita IVA. Occorre confrontare ordine, fattura, condizioni di consegna e prova del trasporto per capire se si tratta davvero di un acquisto intracomunitario.
- validità della partita IVA UE del fornitore tramite VIES;
- Paese di partenza e destinazione effettiva dei beni;
- numero, data, valuta, imponibile e descrizione della fattura;
- aliquota IVA italiana o corretta Natura dell'operazione;
- assenza di una stabile organizzazione italiana che partecipi alla cessione;
- coerenza tra fattura originaria, numero TD18 e dati collegati.
Errori frequenti da evitare
Gli errori più comuni nascono dalla confusione tra il Paese del fornitore, il luogo fisico dei beni e la natura della prestazione.
- usare TD18 per una fattura di servizi o software;
- usare TD18 per un fornitore extra-UE;
- ignorare che i beni erano già in Italia al momento della cessione;
- applicare automaticamente il 22% senza verificare aliquota o Natura;
- omettere i riferimenti alla fattura estera;
- trattare una nota di credito come una normale fattura positiva.
Differenze tra TD17, TD18 e TD19
La scelta dipende da cosa si acquista, dal Paese del fornitore e dal luogo in cui si trovano o si muovono i beni.
| Tipo | Quando si usa | Fornitore | Elemento decisivo |
|---|---|---|---|
| TD17 | Servizi ricevuti dall'estero | UE o extra-UE | L'operazione riguarda un servizio |
| TD18 | Acquisto intracomunitario di beni | Altro Stato UE | I beni si muovono verso l'Italia da un altro Stato UE |
| TD19 | Beni acquistati da un soggetto estero ma già in Italia | UE o extra-UE | I beni sono in Italia al momento della cessione |
Domande frequenti sul TD18
TD18 quando si usa?
Si usa per un acquisto intracomunitario di beni da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato UE, quando i beni sono trasportati o spediti verso l'Italia e l'IVA è assolta dal cliente italiano.
Una fattura Amazon richiede sempre il TD18?
No. Bisogna identificare il soggetto che fattura, la sua partita IVA, la natura di bene o servizio e il luogo di partenza dei beni. Un acquisto Amazon può ricadere in TD18, TD19 o in un caso diverso.
Qual è la differenza tra TD18 e TD19?
Nel TD18 i beni arrivano in Italia da un altro Stato UE nell'ambito dell'acquisto intracomunitario. Nel TD19 i beni del fornitore estero si trovano già in Italia quando avviene la cessione.
Quale data si indica nel TD18?
La guida dell'Agenzia indica la data di ricezione della fattura estera o comunque una data compresa nel mese di ricezione. Il caso concreto va verificato se il documento è tardivo o irregolare.
Il TD18 va inviato allo SdI?
Per comunicare l'operazione con il tracciato FatturaPA si predispone il TD18 e lo si trasmette tramite SdI. L'invio e le registrazioni contabili restano sotto la responsabilità del contribuente.
Il TD18 si usa per servizi acquistati nell'UE?
No. Per i servizi ricevuti da un fornitore estero si valuta normalmente il TD17. Il TD18 è riservato agli acquisti intracomunitari di beni.
Devi creare un TD18?
Carica la fattura estera, controlla fornitore, importi e aliquota e prepara il file XML FatturaPA. I primi due documenti di ogni mese sono gratuiti.
Crea il tuo TD18 gratisLe informazioni sono basate sulla guida di compilazione dell'Agenzia delle Entrate. Il contenuto è informativo e non sostituisce il parere del commercialista.
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